• Roberto Trevisani

Previdenti si, investitori forse

Aggiornato il: 9 mar 2018

Ci proteggiamo non investendo… ma forse un'altra soluzione c’è.


Rispetto a tanti popoli con economie avanzate noi italiani siamo sicuramente dei grandi risparmiatori, ma allo stesso tempo, mantenendo oltre 1.500 miliardi di euro sui conti correnti o su investimenti a brevissima scadenza, non dimostriamo di essere investitori accorti. Tendiamo a non investire in parte per la paura di farlo ma prevalentemente perché il famoso o famigerato ‘non si sa mai’ prende il sopravvento e ci porta ad essere prudenti e pronti ad ogni evenienza: un'eventuale malattia, infortunio o morte; un problema della casa, della macchina, del figlio, dei genitori o dei nonni…. Insomma c'è sempre una ragione che ci impedisce di investire.

Siamo pertanto previdenti ma spesso trascuriamo la possibilità di utilizzare strumenti nati appositamente per difenderci dagli imprevisti, come le assicurazioni. Escludendo la polizza auto che è obbligatoria per legge troviamo un minimo interesse per le polizze casa e pochissimo per le altre tipologie.

In sintesi, investendo meno del dovuto guadagniamo meno di quello che potremmo e se dovesse presentarsi un evento sfortunato i nostri risparmi potrebbero svanire o potrebbero addirittura essere insufficienti ma... non abbiamo pagato il premio della polizza.

L’alternativa che mi piace maggiormente è un'altra. Iniziamo identificando i nostri bisogni futuri e pianifichiamo gli obiettivi finanziari (vedi http://www.vallesabbianews.it/index.php?idn=1&art=39321 ); destiniamo più risorse possibili agli obiettivi di lungo termine che se ben investiti genereranno maggiori interessi; manteniamo sul conto il minimo indispensabile per la gestione famigliare e per le piccole emergenze ed entriamo nel mondo delle assicurazioni.

Non potendo assicurarci per ogni avversità dobbiamo capire quali coperture siano più utili; per farlo potremmo rifarci alle ragioni dei nostri risparmi che fino ad oggi erano alla voce ‘precauzione’ o meglio ancora pensare a quegli eventi rari ma di grande impatto che potrebbero cambiare le sorti della nostra famiglia. Anche se pensare al peggio non è mai piacevole, simulando le conseguenze economiche di certi accadimenti possiamo capire se può avere senso assicuraci. Ad esempio, se fossimo padri di famiglia dovremmo proteggere i nostri cari da una nostra prematura scomparsa garantendogli il mantenimento dell’attuale tenore di vita e dandogli la possibilità di estinguere eventuali mutui o prestiti; se il nostro patrimonio fosse composto per buona parte da beni immobili dovremmo assicurarci contro incendi e terremoti. Proteggersi da malattie o infortuni è opportuno per imprenditori e liberi professionisti ma non prioritario per lavoratori dipendenti o pensionati.

Un buon contratto di assicurazione può proteggerci per importi ben più consistenti di quanto potremmo fare con le nostre sole risorse ed in caso di eventi negativi i nostri risparmi sarebbero ancora al loro posto.

Di compagnie assicurative, di assicuratori e di polizze ce ne sono di tutti i gusti e per individuare quelle giuste bisogna dedicare del tempo a leggere prospetti e confrontare preventivi. Può essere utile farsi aiutare.

Definire i propri obiettivi finanziari, proteggersi da eventi negativi e gestire entrambi rispettivamente con investimenti e polizze efficienti aiuta enormemente a ridurre i problemi della vita, almeno per quanto riguarda il lato economico. I soldi sicuramente non fanno la felicità ma se mancano...

http://www.vallesabbianews.it/index.php?idn=1&art=39914

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